Shaft – Cosa aspettarsi

Shaft è un film statunitense che è stato distribuito nelle sale cinematografiche americane dal 14 giugno 2019 mentre al di fuori del territorio americano la pellicola è disponibile sulla piattaforma Netflix dal 28 giugno.Shaft

Shaft è la continuazione generazionale dei 4 capitoli precedenti che hanno avuto in Richard Roundtree prima e Samuel L. Jackson successivamente gli interpreti principali; questi, insieme a Jessie Usherm che interpreta John Shaft Junior, scrivono l’ultimo atto della vita del detective in questa commedia di azione poliziesca che è adatta ad un pubblico tendenzialmente adulto non per le scene di violenza che sono presenti in forma non eccessiva, ma per il genere della storia.

Questo è un film che riprende in forma diversa e parzialmente ironica il genere blaxploitation, molto in voga nei primi anni ’70, di cui il primo Shaft interpretato da Roundee ne fece un genere vero e proprio, adattandolo alle attuali forme narrative ed ambientali. John Shaft Junior è un colletto bianco specializzato, con un passato al MIT che usa principalmente la testa e non le mani come hanno fatto sia il padre che soprattutto il nonno e testimonia l’evoluzione che le persone di colore hanno effettuato negli States negli ultimi 40 anni, creando una vera e propria frattura generazionale.

Proprio su questa si basa l’intero scorrere della pellicola e sulle diverse modalità di affrontare le problematiche ma anche di come ci sia un vero e proprio percorso che padri e figli devono fare insieme per riuscire a capirsi in modo definitivo.

La storia

Siamo nel 1989 e il detective Shaft ha dei grossi problemi causati dal fatto che la mafia locale di New York lo ha preso di mira; per questa ragione decide sia di non avere più contatti con la sua famiglia formata dalla moglie Maya e dal figlio Junior, sia di abbandonare ogni contatto con il dipartimento di polizia. Passano gli anni e il detective John Shaft è rimasto un investigatore privato che continua a mantenere i suoi modi bruschi e diretti mentre suo figlio John Shaft Junior (JJ Shaft) ha fatto carriera; dopo essersi laureato a pieni voti al MIT è stato assunto come esperto di informatica e analista di primo livello all’FBI.

Le loro vite corrono separate fino a quando John Junior non perde un caro amico Karim Hassan che ufficialmente è morto per essersi iniettato una overdose di eroina; JJ è invece convinto che le cose non stiano esattamente come sembrano e che Karim sia stato assassinato ma, oltre al rifiuto dei superiori all’autorizzazione di continuare le indagini, deve imbattersi in un mondo che non conosce, quello del sottobosco della mala; proprio per questo va dal padre, che non vede da trenta anni e più esperto di lui in questo campo, per chiedere aiuto alla risoluzione di questo caso nonostante la ferma opposizione della madre che, ben conoscendo l’ambiente che frequenta John Shaft, teme per la sicurezza del figlio.

Da questo momento John Shaft senior e junior setacciano insieme tutto il quartiere di Harlem alla ricerca di prove su quanto ipotizzato da JJ e alla risoluzione definitiva del caso; pur essendo totalmente opposti (JJ è contro l’uso delle armi mentre il padre le utilizza con estrema disinvoltura, JJ cerca la soluzione logica mentre il padre prettamente quella fisica) riescono ad ben amalgamare le loro diversità.

La ricerca avviene insieme a John Shaft Senior (Richard Roundtree) che interviene nel momento in cui i due si trovano in guai piuttosto seri che mette a repentaglio la sicurezza di tutta la famiglia in quanto si imbattono in una grossa organizzazione che, sotto le sembianze di integerrime società Newyorkesi, gestisce un ingente traffico di stupefacenti internazionale.

Nonostante le difficoltà incontrate, sia tra di loro che nei confronti di del mondo esterno, i tre Shaft riuniti riescono alla fine a rimettere le cose a posto e riabilitare la memoria di Karim Hassan.

Il film quindi chiude il cerchio del riscatto sociale iniziato alla fine degli anni sessanta dimostrando che il gap generazionale, pur presente e causato dall’incessante e repentina trasformazione della società odierna, può essere tranquillamente superato non senza difficoltà.

La grande capacità di Samuel L. Jackson consente alla pellicola di mantenere quella fluidità anche nei momenti in cui la storia sembra arrotolarsi su se stessa o di perdersi in antiquati stereotipi ma soprattutto è di puntello all’interpretazione di Jessie Usherm che in alcuni momenti, probabilmente voluti dal regista Tim Story, sembra essere leggermente fuori dall’ambientazione.

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