Gods of egypt (Anteprima)

Gods of egiptMedioevo, Seconda Guerra Mondiale, epoca romana, XIX secolo, mitologia greca. Sono senz'altro alcuni dei più importanti scenari maggiormente rappresentati sul grande e sul piccolo schermo dalla cinematografia moderna e contemporanea, quando ci si vuole allontanare dal realismo o dalla fantascienza propriamente detta.

La scelta del regista australiano Alexander Proyas è leggermente differente. La sua fatica più recente, Gods of Egypt, è infatti ambientato in un mitologico antico Egitto, come lo stesso titolo suggerisce.

Il contesto è senz'altro suggestivo, e nonostante abbia avuto meno "estimatori" rispetto alle cornici citate all'inizio, ha contribuito a fare la fortuna di pellicole come la trilogia della Mummia (l'originale del 1932, più la trilogia contemporanea del 1999, 2001 e 2008). L'uscita di Gods of Egypt è prevista il 25 febbraio 2016 nelle sale cinematografiche statunitensi e italiane, ma alcune scelte legate alla sua realizzazione hanno già fatto discutere, a partire dal cast.

Il cineasta australiano si avvale infatti di un interessante mix tra attori già celebri e altri emergenti, a cominciare dalla star di 300, P.S. I Love You, Giustizia Privata e Attacco al Potere, Gerard Butler. Accanto a lui il danese Nikolaj Coster-Waldau, divenuto celebre al grande pubblico per l'ottima interpretazione di Jaimie Lannister nella serie tv Il Trono di Spade, Geoffrey Rush (saga dei Pirati dei Caraibi, Elizabeth, Elizabeth The Golden Age), e il giovane Brenton Thwaites (The Signal, Maleficent).

Uno scozzese, un danese e due australiani, quindi, una scelta che ha fatto storcere il naso a una parte di opinionisti e pubblico che lamentano la mancanza di attori locali, o le cui fattezze possano richiamare i tratti tipici dell'ambientazione egizia. Il "tam tam" mediatico ha spinto lo stesso Proyas a scusarsi pubblicamente, anche se il film è comunque andato avanti lungo circa due anni di lavoro.Gods of egipt

La storia mescola religione, mitologia, epica ed eroismo, un miscuglio che sa di già visto ma che può risultare interessante se ben confezionato. Il trono d'Egitto viene violentemente usurpato dal dio delle tenebre Set (Gerard Butler), che tiranneggia la fiorente nazione nordafricana facendola progressivamente precipitare in un vortice di conflitti e barbarie.

A opporsi alla spietata divinità, un pugno di coraggiosi comuni mortali, tra cui presto spiccherà Bek (Brenton Thwaites), il quale, per salvare sia il popolo egizio sia il suo grande amore, oserà addirittura cercare di raggiungere un'altra potente divinità, Horus (Nikolaj Coster-Waldau) per pregarlo di aiutare l'Egitto contro Set. Sarà l'inizio di un'epica campagna combattuta davvero a tutto campo, fra i lidi terreni e l'Aldilà, in cui mortali e spiriti lotteranno per le terre ma anche per le anime degli uomini.

Come anticipato, è difficile considerare la storia una delle più originali. Con Gods of Egypt Alex Proyas sceglie quindi di cimentarsi per la prima volta in un film epico ambientato nell'antichità, dopo aver raccolto buoni successi di pubblico e critica con pellicole come Il Corvo, Dark City, Io Robot e Segnali dal Futuro, superando indenne anche la parziale delusione di critici poco entusiasti verso quest'ultimo. Il film appare senz'altro come un potenziale "blockbuster", confezionato per offrire un intrattenimento leggero a base di mitologia, eroismo e azione, capace di scorrere via lungo tutta la sua durata. Difficile dire se possa entrare negli annali del cinema, ma gli amanti del genere probabilmente non ne rimarranno delusi.

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